Addio a Franco BARESI, unico '6' per SEMPRE. Il nostro RICORDO.
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Uno di quei giorni che non vorresti arrivassero mai. Oggi il mondo del calcio, l’universo rossonero saluta Franco Baresi, il ‘Capitano’ indiscusso, per molti tifosi del Milan. I soprannomi per lui, nella carriera tinta di un solo colore, sono stati molteplici: lo abbiamo sentito chiamare ‘Piscinin’, ‘UFO’, ‘Franz’, ‘Kaiser Franz’, ‘la grande anima’, ‘totem rossonero’ e chissà quanti altri appellativi. L’ho visto in campo per la prima volta durante un Trofeo estivo a Milano (poteva essere la Coppa Città di Milano): mio zio, mi disse di fare attenzione a quel ragazzino di cui si diceva un gran bene: Qualche mese dopo era protagonista del Milan della Stella, imponendo la sua personalità e classe immensa. Guidava la carica dei suoi, muovendo i fianchi uscendo dalla sua area difensiva con uno stile inconfondibile, affrontando gli avversari e sfidandoli nei suoi celeberrimi ‘coast to coast’. A muso duro con tutti, se necessario, compagni compresi. Ha vinto tutto Franco, portando il suo Milan sul tetto del mondo, più volte. Sempre con La stessa maglia, gli stessi colori cuciti sulla maglia e sulla pelle. Il sistema Calcio lo ha privato del Pallone d’oro, omaggiato ad altri colleghi della difesa che avrebbero potuto solo fare da comparse al suo cospetto. La Nazionale gli ha regalato il titolo di campione del mondo pur non scendendo in campo nel 1982, lo ha poi messo in disparte quando per qualcuno avrebbe dovuto fare il mediano per avere un posto (!!). Il mondiale americano consacrò la sua epicità, riaccogliendolo in campo a pochi giorni da un intervento al menisco. Lui, fiero, indomito, tornava per la finale con il Brasile, da migliore in campo, ma uno dei protagonisti in negativo durante i fatali calci di rigore. Piangeva il Capitano, abbracciato al suo maestro Arrigo Sacchi, dopo essersi inginocchiato, quasi in cerca di perdono . L’Italia lo ringrazierà invece in eterno per la sua prova stoica. L’ho conosciuto di persona durante un evento della AC MILAN Accademy, mi avvicinai mostrando la foto sullo sfondo del mio cellulare. Gi dissi: “Capitano, guarda dove sei!”. Sorrise, chissà cosa avrà pensato… Da quella volta sono state decine le occasioni in cui ci siamo incontrati a Casa Milan, come nei Milan Club , nelle manifestazioni celebrative oppure organizzate dagli sponsor. Una disponibilità estrema la sua. Il garbo, il sorriso gentile, l’ironia nel momento in cui avvertiva familiarità nell’interlocutore. Mi è capitato di cenare al suo fianco, di porgergli una maglia degli anni ’80, con il ‘6’ stampato e di raccogliere quella firma con dedica attesa da decenni.
Franco Baresi è simbolo di un calcio che non c’è più, di uomini forti ma leali, Mai una polemica, un’uscita infelice, un gesto fuori dalle righe.
La cerimonia delle Olimpiadi invernali ce lo regalava di nuovo fiero e consapevole della sua malattia, ma deciso ad affrontare tutto e tutti. In un whatsapp il giorno dopo riuscivo a fargli confessare la sua emozione di quel momento. A maggio, nei giorni del suo compleanno, l’Inter perdeva il ‘Becca. Negli auguri che gli avevo inviato lo invitavo ad un ricordo. Mi scrisse : ‘Eh , che grande il Becca!”.
Adesso ci attendono giorni lunghi, tristi, in attesa di poterti fare visita e di accompagnarti durante la cerimonia. E’ una sensazione irreale. Il Capitano se n’è andato, ma per sempre rimarrà negli occhi e nei cuori di chi lo ha vissuto in campo e fuori. Grazie, Franco, unico ‘6’ per SEMPRE.
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