Il MONZA si butta VIA. Obiettivo (dichiarato) promozione diretta quasi FALLITO. Ora lo SPETTRO dei play off. Si poteva evitare?
- 3 mag
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Aggiornamento: 4 mag
La trasferta di Mantova doveva essere la tappa di avvicinamento alla festa biancorossa nell’ultima sfida in casa contro l’Empoli del prossimo 08 maggio.
Il viaggio trafficato verso lo stadio Martelli a causa del ponte festivo del 1 maggio, il caldo estivo avevano reso dall’inizio non agevole l’approccio a questo delicatissimo impegno.
Il Monza però recuperava Paulo Azzi, uomo cardine di questa stagione. Era venuto a trovarci nel pre conferenza stampa a Monzello e interrogato scherzosamente da Paolo Bianco sul proprio stato di salute, a microfoni spenti, aveva con un mezzo sorriso rassicurato sulla sua efficienza fisica.
In difesa Lorenzo Lucchesi sostituiva Andrea Carboni, mentre a centrocampo Pessina e Obiang confinavano in panchina Lorenzo Colombo, con Colpani di nuovo preferito all’esperto Hernani jr.
I primi, orribili, sessanta minuti destavano nei numerosissimi ed encomiabili tifosi biancorossi un senso di sconcerto misto ad abbandono, forte, drammatico al cospetto della loro squadra inerme, terrorizzata nella testa e nelle gambe. Da addetto ai lavori, in arrivo dalla sede mantovana del ritiro pre partita, testimone dell’unica testata presente a documentare quelle immagini, nel primo tempo mi chiedevo se fosse stato un debito di ossigeno, unito ad una paura smisurata di affrontare il penultimo scoglio, la causa di un pomeriggio che si preannunciava nefasto.
I primo dieci minuti del secondo tempo (in assenza, ingiustificata e ingiustificabile di cambi di formazione nell’intervallo) prolungavano lo stato di incredulità dei tifosi e di chi scrive.
I successivi innesti di Hernani jr , Beppe Caso tra gli altri davano quel supporto tecnico e qualitativo ad una squadra, una rosa, quella del Monza attuale , riveduta e corretta a gennaio che a mio parere è indiscutibilmente la più forte e attrezzata di tutta la serie B, con profondo rispetto e onore delle armi a Venezia e Frosinone.
Settimana scorsa si era data l’opportunità ai giocatori di vivere l’attesa di una sfida fondamentale (i tifosi e addetti a lavori di questo ne erano consapevoli) con un briciolo (forse anche di più) di spensieratezza: una giornata, il mercoledì precedente la partita, senza allenamenti, visite ad Associazioni in loco, spot pubblicitari. La nostra domanda in conferenza stampa post caduta rovinosa di Mantova , voleva indagare su una presunta deficienza fisica, ma venivamo rassicurati sulla bontà e intensità degli allenamenti del lunedì e martedi precedenti (la domenica era pure stata di riposo…). La reazione del secondo tempo però, forse anche nervosa confortava sulla forma fisica, anche se i cinque cambi mentre davano sostanza alla prestazione fisica, avvaloravano il fatto che lo schieramento iniziale fosse non del tutto azzeccato (si può dire e scrivere senza che nessuno ne abbia male?). Senza contare il mancato impiego, pur se nella parte più delicata del match di Keita Balde, che comunque ha effettuato tutto il riscaldamento e che dal punto di vista tecnico e di esperienza, partite più complicate di questa in carriera le ha forse vissute.
Leo Colombo e Patrick Ciurria scontavano invece fastidi fisici.
D’accordo, se il pallone di Bakoune o l’occasione di Cutrone avessero avuto altri esiti, saremmo stati spettatori di una rimonta clamorosa, ma anche il Mantova sprecava le proprie chances e l’onestà intellettuale impone la considerazione che avevamo comunque assistito a un approccio estremamente negativo, mentre l’importanza della classifica, dell’obiettivo iniziale ‘dichiarato’ (anche se la Società è assente da mesi nella comunicazione diretta con la stampa specializzata) avrebbe richiesto come minimo l’atteggiamento che le rivali dirette continuano a mostrare e dimostrare.
Il calcio è imponderabile, quindi è lecito attendere il responso dell’ultima giornata, ma in un campionato in cui ben quattro squadre hanno varcato i settanta punti (quattro, non solo il Monza come a volte sembra non essere considerato ) risultano di vitale incidenza sulla classifica finale, le trasferte ‘infelici’ e deludenti contro Spezia, Avellino, Reggiana, Mantova, Entella , per chi invece vuole vendere entusiasmo nel pareggio di Bolzano e nella sofferta vittoria di Carrara.
I tifosi biancorossi devono attendere ancore qualche giorno, per prepararsi a un finale ai play off che pareva ormai solo un pensiero labile, ora diventato spettro minaccioso e realistico, oppure a una festa inattesa e incredibile alla luce dell’ultima sciagurata esibizione nella città di Virgilio.
La cosa certa e che ?Quelli che il Monza ‘ e Carta Canta saranno comunque lì, come da inizio stagione e documentarla con la consueta obiettività e passione.






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