Nel segno di IBRA: il MILAN ora è squadra vera e matura. La SOSTA per continuare la corsa ‘CHAMPIONS’. Il prossimo rigore? ZLATAN chiama KESSIE…

Una partita che in altri tempi avrebbe recitato un copione nefasto e scontato, quella che ha visto il Milan affrontare il Verona nel solito vuoto palcoscenico di San Siro. Invece, sotto di due goal già a metà della prima frazione di gioco, i rossoneri hanno continuato a macinare gioco e ad effettuare pericolose conclusioni verso al porta difesa da uno straordinario Silvestri. Ibrahimovic poco incisivo nella prima parte di gara, costretto a rientrare per fare le solite sponde ai compagni, ma che è sembrato meno mobile di altre occasioni. Nel secondo tempo un altro Ibra, nel bene e nel male, protagonista di conclusioni aeree di grande fattura, ma anche di uno scivolone che poteva risultare fatale e funesto. Lo svedese calcia al primo anello blu l’ennesimo rigore, di nuovo alto, senza trovare lo specchio della porta. Zlatan rimane impietrito, sconcertato da un errore che psicologicamente avrebbe potuto smontare ogni residua velleità della squadra di Pioli.  I fuoriclasse però, quelli veri, non quelli in grado solo di raccogliere applausi per alcune abilità squisitamente tecniche, iniziano a giocare in quei frangenti. Ibrahimovic si rende protagonista di conclusioni continue, di testa, in girata acrobatica e scuote la rete di Silvestri librandosi in volo con un mix di forza, grazia e precisione riassunte in uno splendido colpo di testa.  Non esulta a modo suo, stavolta, il ‘leone’,  batte qualche cinque, ma trascina i suoi al centro del campo, per quei pochi secondi rimasti per coltivare un sogno di vittoria in rimonta che non si avvera. Pioli e i tifosi rossoneri però ammirano una squadra solida, matura, consapevole di poter soffrire, ribaltare situazioni e risultati, come da tempo non sapeva fare. Gli allarmi causati dai recenti, continui  errori fatali sulle palle inattive devono far pensare e intervenire. Questo Milan però è squadra compatta, in grado di sopperire con una panchina ‘preziosa’ alle difficoltà che ogni sfida ripresenterà. Ora la sosta per le Nazionali, forse non gradita ai più, ma che servirà a staccare la mente dal dispendio di energie che non sono solo fisiche, ora  che la vetta della classifica inizia a essere uno ‘status’ da mantenere e coltivare con l’ambizione di una qualificazione alla Champions, obiettivo dichiarato dalla Dirigenza . Riposerà anche Ibrahimovic, che ha confessato lo stress che l’Europa League impone con gli impegni del giovedì, ma il calendario che si presenterà al rientro imporrà di avere il vero leader e artefice di questo nuovo corso al meglio della condizione e della lucidità.  Zlatan non tradisce, le critiche alla prestazione di ieri sera (se ridotte al penalty fallito) non rendono giustizia, ma non lo scalfiranno. E’ tornato il bambino con al voglia di divertirsi e calciare il pallone, ma anche l’adulto che regala mentalità vincente ai suoi ‘ragazzi’. La corsa ripartirà, c’è da crederci.

foto sport.sky.it

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